Perdita produttiva di oltre un milione di pezzi e più di 2.000 licenziamenti. Non sarebbero dunque 1.719 gli esuberi legati al piano di riorganizzazione di Electrolux ma circa 2.022. Questo perché a quanto si apprende l’azienda non avrebbe considerato i contratti a termine che non verranno rinnovati. Per quanto poi la produzione, gli attuali volumi nello stabilimento di Susegana passerebbero da 532mila pezzi a 450mila, quelli di Porcia da 728mila pezzi a 500mila, quelli di Solaro da 680mila a 690mila e a Forlì si passerebbe da 1,58 milioni di pezzi a 859mila. Il tutto per una perdita produttiva complessiva di più di un milione di pezzi. Questo il Piano con cui la società si sarebbe presentata il 25 maggio al tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) alle quali hanno partecipato i sindacati, i comuni, le regioni interessate, l’Electrolux e i rappresentanti di Confindustria. Adolfo Urso, Ministro del MIMIT al tavolo di confronto con l'Electrolux

Un piano che però il Governo non accetta. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha infatti chiesto all’azienda «di ritirare il piano presentato al tavolo e di aprire un confronto vero, per costruire insieme una soluzione industriale condivisa e sostenibile. Serve un nuovo piano industriale fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte». Proprio per questo che il 15 giugno sarà previsto un altro tavolo di confronto con le parti per vedere se si riuscirà a trovare un’intesa.