"Chiamerò Orioli, Sigona e Ripa: siamo stati allineati nell’impegno a essere alternative all’amministrazione Parcaroli". Il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli dà una prospettiva sullo scenario che si profila per il ballottaggio del 7 e dell’8 giugno. Quello che nelle prime ore di spoglio delle schede sembrava definito, ovvero la vittoria del centrodestra al primo turno, si è andato pian piano dissolvendo fino al risultato al fotofinish: ballottaggio. Tittarelli puntualizza le sue dichiarazioni delle ore in cui Parcaroli sembrava nettamente avanti: "Non avevamo ammesso la sconfitta. Avevamo dato una lettura dei fatti, con il centrodestra che sembrava prevalere: se la stampa fraintende una dichiarazione in italiano corretto è un problema suo. La partita finisce quando l’arbitro fischia, e i conti si fanno sempre alla fine. Bisogna essere cauti. Il voto sembrava molto sbilanciato sul centrodestra. Quando sono arrivati i dati di tutti i seggi la realtà è stata la polarizzazione. I conti si fanno con i dati in mano". Al ballottaggio potrebbero avere peso i voti degli elettori dei tre candidati esclusi, Marco Sigona, Mattia Orioli e Giordano Ripa. Tittarelli conferma che "il dialogo è aperto. Telefonerò loro, siamo stati allineati nell’importante impegno della campagna elettorale. Li sentirò per il nostro progetto politico, chiaro e riassunto in un programma. Con chi si ritrova in questo noi parliamo". Quanto alla necessità di un profilo più moderato per prendere i voti centristi, secondo Tittarelli la coalizione "non è sbilanciata a sinistra. Io stesso sono un candidato civico, e abbiamo una lista, Uniamo Macerata, che è andata benissimo ed è il secondo segno della coalizione. Se partecipare, tornare a far pesare i cittadini e condividere le scelte è di sinistra, sì, siamo molto di sinistra. Ma abbandoniamo questi paradigmi: siamo in un Comune – sottolinea Tittarelli –, cosa si vuole che si faccia di tanto strano per i moderati? Io stesso sono un moderato. Lo schema è obsoleto. Fare manutenzioni o una sanità di prossimità sono interessi di tutti". Per il ballottaggio, determinante potrebbe essere il voto di chi al primo turno si è astenuto. In questa chiave, Tittarelli spiega che "ora si riparte da zero. Si possono attrarre i voti di chi al primo turno non si è espresso presentando alternative valide e dando chiarezza rispetto a quello che si vuole. Non voglio dire che il voto è un diritto dovere, anche se di fatto lo è. È certamente un grande esercizio di civiltà. Sta a noi essere bravi a portare le persone a votare. In questi 15 giorni proponiamo: diciamo quello che siamo. C’è un candidato civico che si mette in gioco con spirito di totale servizio, non interessato a visibilità o carriere politiche, che vuole portare la sua visione amministrativa. Dall’altra parte qualcosa di rispettabilissimo, ma che si conosce: i cittadini decidano".
Tittarelli ci crede: si riparte da zero: "Chiamerò Orioli, Sigona e Ripa. Non ho mai detto di aver perso"
Il candidato del centrosinistra: durante lo spoglio ho parlato di centrodestra in vantaggio, non di sconfitta "Proveremo a portare alle urne chi al primo turno è rimasto a casa, pronti a parlare con chi si ritrova nel programma".














