Pieri critica la coalizione per tempi, scelte e strategie messe in atto. Il candidato sindaco: "Pochi venti giorni di campagna elettorale". Mazzanti di Fratelli d’Italia rilancia: "Serve un cambiamento". .prato
Il segnale, più che dai numeri finali, è arrivato durante lo spoglio. Lento, frammentato, ma con una costante: il centrodestra inchiodato sotto la soglia psicologica del 30%. Un dato che, con il passare delle ore, si è trasformato in certezza. Le amministrative che hanno riportato Prato al voto a meno di due anni dall’ultima tornata si chiudono così, con un risultato netto: il 28,8% raccolto da Gianluca Banchelli e una coalizione chiamata ora a interrogarsi senza sconti.
Il confronto con il 2024 è inevitabile. Allora il centrodestra, con Gianni Cenni, aveva raggiunto il 41,48%. Oggi il calo è evidente, quasi strutturale. E non basta rifugiarsi nelle attenuanti. La bassa affluenza ha inciso, così come il tempo ristretto – appena un mese di campagna reale – ma non spiega tutto. Il primo a non fare sconti alla coalizione è proprio il candidato sindaco Gianluca Banchelli: "Venti giorni di campagna elettorale non sono bastati. Ho trovato una città sconsolata, scoraggiata, e il dato sull’affluenza restituisce esattamente questa sensazione. Dispiace soprattutto per tutte quelle persone che non sono andate a votare: la democrazia è democrazia, ma senza partecipazione perde forza". E poi il fortino del Pd: "Sapevamo di dover lottare contro un muro di circa 40mila voti, un dato che a Prato si ripresenta a ogni elezione. Non è semplice scalfirlo in così poco tempo. Mi auguro che la città venga amministrata, non solo amata, e che vengano mantenute le promesse fatte". Nessuna telefonata all’avversario Biffoni: "Durante la campagna elettorale il mio avversario ha evitato il confronto, perché lo avrei dovuto chiamare?. Noi abbiamo portato avanti un progetto, ’Prato 2035’, in cui credo fortemente, con contenuti e qualità che finora non si erano visti", ma è sulla lista civica che Banchelli rincara: "Un elemento che è mancato, e che ritengo abbia pesato, è la lista civica a sostegno del sindaco. In passato ha fatto la differenza. Oggi i partiti tradizionali appaiono in difficoltà: Forza Italia e Lega sembrano perdere forza e non siamo riusciti a costruire quel contenitore civico capace di allargare il consenso. Io ho risposto a una chiamata, mettendomi a disposizione. Ma sono convinto che servisse qualcosa di più: un vero moto civico, capace di coinvolgere energie nuove e parlare alla città in modo più ampio".









