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Scrutinio thrilling: prima il centrodestra esulta, poi la rimonta del centrosinsitra. Il Pd arretra ma è seconda forza, Lega ok. Crollo M5S, briciole per i candidati fuori dai poli.

Finale thriller a Macerata, deciso sul filo di lana. Nel pomeriggio a un certo punto il Pd regionale si è dato per spacciato con tanto di dichiarazioni sulla sconfitta. Contemporaneamente il centrodestra esultava. Ma, poche ore dopo, quando la distanza tra centrodestra e centrosinistra ha iniziato ad accorciarsi, è rimasto non poco sulle spine. Fino a quando la suspense non è stata sciolta. Intorno alle 23, con 38 seggi scrutinati su 44, Fratelli d’Italia era al 18,25%. Un risultato al di sotto delle aspettative, pur restando il primo partito in città, in quanto si attendeva almeno il 25%, alla luce del 28,28% raggiunto alle Regionali, lo scorso settembre. Dieci punti sotto. Sopra le attese, invece, la Lega: col 12,44% (sempre su 38 sezioni scrutinate), pur ottenendo poco più della metà del risultato 2020 (19,54%), quando aveva avuto un exploit, ha retto bene. I pronostici la davano in caduta libera, considerando anche le difficoltà nel formare la squadra; rispetto a sei anni fa, la lista del Carroccio alle elezioni comunali era dimezzata. Prima i candidati erano trentadue, ora sedici, insieme agli altri sedici componenti dei Civici per Parcaroli. Ma, al di là di tutto, si è classificata come la seconda forza di coalizione del centrodestra. Al contrario, ci si aspettava una doppia cifra per Forza Italia, che invece non c’è stata: 7,51% per gli azzurri. Ha deluso anche la performance de I Marchigiani – I Maceratesi (la lista creata dal commissario Guido Castelli per le Regionali, poi sbarcata a Macerata), ferma, intorno alle 23, al 6,13%. In coda l’Udc al 3,11% e Macerata Unica al 2,68%. Nel complesso, comunque, il centrodestra ha replicato il dato regionale, mentre il centrosinistra ha perso punti sia rispetto a settembre (Matteo Ricci aveva raggiunto il 46,04% nel capoluogo) che, soprattutto, rispetto alle percentuali della riforma sulla giustizia. Segno che il popolo del referendum non è andato a votare compatto per le Comunali. Il Partito Democratico, al 22,17% alle Regionali, sembra aver perso terreno, col 16,84%, in questa tornata elettorale. Ma resta pur sempre il primo partito del centrosinistra. Al secondo posto UniAmo Macerata, col 6,73% (38 sezioni su 44), la civica promossa dall’ex assessore Massimiliano Bianchini. Giù il Movimento 5 Stelle, al 4,24%, mentre sei anni fa Roberto Cherubini, che si era candidato a sindaco, aveva raggiunto quasi il 10%. Strada Comune al 4,74%, L’Altra Macerata al 4,12% Avs al 2,76% e Riformisti Macerata al 2,45%. Il primario di Dermatologia Marco Sigona di Officina delle idee per Macerata ha preso il 3,51% (la lista il 3,31%), seguito da Mattia Orioli per il Terzo Polo col 3,11% (la lista il 3%) e da Giordano Ripa con Futuro per Macerata con l’1,52% (la lista 1,62%).