Vigevano. Dopo ventisei anni la Lega non sarà nella stanza dei bottoni a Vigevano. È questo il risultato più eclatante di questo primo turno di tornata elettorale, a cui ha partecipato il 52 per cento degli aventi diritto (in calo rispetto al 57 per cento delle amministrative del 2020). Risultati, interviste e preferenze sulla Provincia pavese in edicola oggi 26 maggio Al ballottaggio per la scelta del sindaco, in programma il 7 e l’8 giugno, andranno Paolo Previde Massara, alla testa di una coalizione formata da Forza Italia e la lista Lab27029, e Rossella Buratti, federatrice del centrosinistra. Il grande escluso è Riccardo Ghia, assessore all’Urbanistica e al Commercio del Comune, alla testa del gruppo formato da Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. Exploit anche per il vannacciano Furio Suvilla: la sua Vigevano Futura ha preso più preferenze della Lega. Chiudono l’elenco la civica di Gabriele Righi e l’avvocato Massimo Lovati. Lega in caduta Dopo Ceffa la Lega crolla. Il Carroccio a Vigevano si è fermato a quota 9,3 per cento: briciole, se si pensa che alle amministrative del 2020 si era imposta come primo partito con il 27 per cento delle schede a favore, quasi triplicando Fratelli d’Italia (10,5 per cento) e Forza Italia (9,7 per cento). A questo giro è Forza Italia a fare la voce grossa a destra (13,1 per cento), poco sopra Fratelli d’Italia (12 per cento). Mentre Noi Moderati, terza gamba della coalizione di Ghia, non va oltre il 3 per cento. A sorprendere nel campo conservatore è il vannacciano Suvilla, che con il 12 per cento delle croci a favore bissa le preferenze di sei anni fa (quando si era candidato sostenuto da due liste civiche, fermandosi a quota 6), supera da destra la Lega e aggancia il partito di Giorgia Meloni. Per la Lega è una battuta d’arresto che pesa. Soprattutto se si pensa che dal 2000 al 2010 il partito fondato da Umberto Bossi è stato membro della maggioranza in Comune, e nei successivi dieci anni ha governato in solitaria. In questo passo falso, secondo figure della precedente amminstrazione, potrebbe aver avuto un ruolo la scelta di inserire nella rosa dei consiglieri due candidati di religione musulmana, Ibrahim Hussein e Hassan Haggag, a cui sono andate circa trenta preferenze a testa. Una mossa controversa, che se da un lato sperava di strizzare l’occhio ai circa diecimila cittadini di origini stranieri residenti a Vigevano, dall’altra potrebbe non essere andata giù ad alcuni elettori leghisti. Che o hanno disertato le urne, oppure si sono rivolti al Generale, presente settimana a scorsa in piazza Ducale per un comizio di sostegno al suo candidato. A fare le spese dello scivolone della Lega è l’alleato, Fratelli d’Italia. Primo partito in Italia, si piazza quarto a Vigevano. Come Ghia, anche per Paolo Iozzi, leader meloniano, l’exploit di Suvilla è uno smacco che fa male. Ieri pomeriggio nella sede del partito, durante lo spoglio, l’umore non era dei migliori. Per i meloniani è ancora presto puntare il dito contro il partner di coalizione. Ma è certo che questa tornata è stata una totale debacle: dopo il 31,7 per cento delle schede a favore alle politiche del 2022, l’11 per cento (e il bronzo tra le forze di destra) è veramente poca cosa. Vittoria di Pirro? Altro discorso riguarda il centrosinistra. A questa tornata elettorale le forze progressiste – Pd, Alleanza verdi sinistra, Movimento 5 stelle, Polo laico, Casa riformista, Vigevano siCura, Vigevano bene comune – si sono presentate unite e hanno accumulato il 33 per cento delle preferenze. Un tesoretto che consentirà a Buratti di giocarsi il secondo round fra due settimane. In via Dante ieri pomeriggio c’era aria di festa. Ma c’è anche chi, nel campo largo vigevanese, suggerisce prudenza: l’ultima volta che la sinistra ha governato la città ducale e è stato trent’anni fa. Al secondo turno, se gli elettori (perdenti) di Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati dovessero scegliere Previde Massara, Buratti avrebbe ben poche possibilità di ottenere la fascia tricolore. L’interrogativo sul sostegno al candidato-medico rimane: per Ghia è ancora presto per dare ordini di scuderia ai suoi sostenitori. Previsioni sul ballottaggio a parte, per il centrosinistra unito il tesoretto accumulato è una vittoria. Sorride soprattutto il Pd, primo partito in assoluto con il 15 per cento, lo stesso risultato di sei anni fa. Scende di quasi quattro punti invece il Movimento 5 stelle, da 6,2 a 2,7 punti percentuali, facendo peggio di Alleanza verdi sinistra (3,5 per cento), che sei anni fa non si era presentata. Fanalini di coda In fondo alla classifica di queste elezioni ci sono Gabriele Righi e Massimo Lovati. Il primo, in gioco con una lista che porta il suo nome, ha messo insieme il 4,6 delle preferenze. Mentre l’ex avvocato difensore di Andrea Sempio, rappresentante di Democrazia Sovrana Popolare, ha sfiorato l’uno per cento dei voti. ●
Centrodestra a pezzi a Vigevano, centrosinistra davanti: Buratti al ballottaggio con Previde
Il Pd è il primo partito in città, Forza Italia sorpassa FdI, la Lega crolla











