Il centrodestra festeggia, con moderazione. I ballottaggi delle Comunali finiscono sostanzialmente in pareggio (rispetto agli avversari) ma nessun ribaltone di rilievo. A parte l'exploit di Lecco, che torna a destra dopo 20 anni e la conferma di Macerata. Del resto anche il temuto effetto Vannacci - che ha infierito al primo turno a Vigevano, in terra lombarda e leghista - non c'è stato. Perciò ora a urne chiuse, la parola chiave della giornata sembra essere "coalizione": la squadra vince (o tiene) se è solida e soprattutto se unita. Sono le parole scelte dalla premier Giorgia Meloni, dopo un voto che "conferma ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori", sottolinea. Da qui la rotta che la leader di FdI indica per il futuro: "Avanti così, con serietà e concretezza". Commenti ancora più misurati e sintetici dagli altri due leader, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Eppure la strada verso le prossime Politiche non è in discesa, né per la coalizione né per i singoli partiti. Chiamati tutti a fare i conti - in un tempo più o meno breve - con la "pedina" Vannacci per un'eventuale alleanza che rafforzi la squadra e la metta al riparo dallo spauracchio del pareggio a fine legislatura. Per gli alleati, il generale ex numero due della Lega resta un'incognita e non solo perché sta per nascere il suo partito, Futuro Nazionale. Il battesimo è previsto nel fine settimana a Roma con la prima assemblea costituente che definirà gerarchie, ruoli e regole. E nella maggioranza qualcuno teme l'annuncio di ulteriori "acquisti" fra i deputati. Oggi i vannacciani sono 8, ne basterebbero altri due per costituire un gruppo, come impone il regolamento della Camera. In attesa di evoluzioni, non si registrano segnali di vicinanza da parte di nessun partito.