a
Le discese ardite e le risalite. È in questo rapido cambiamento di scenario, fotografato dai versi di Lucio Battisti, che risiede il vizio storico del Pd. Cantar vittoria prima dell’apertura delle urne e poi rimanere con un palmo di naso.
Un meccanismo che si è ripetuto a Venezia: «Da qui può arrivare un segnale forte fino a Roma», spergiurò Elly Schlein nel comizio finale accanto alla "vittima" sacrificale. «Brun, Brun, Martella», cantavano in coro i militanti nelle calli, anticipando la festa che per cause di forza maggiore poi è stata annullata. La rivisitazione pop del vincitore annunciato, il senatore che si sentiva già sindaco, in fondo può avere mille letture diverse. Una, impietosa, è quella che ha dato Massimo Cacciari: «È sempre stato un giovane vecchio, un numero 2 o 3». Come dire: cosa vi è venuto in mente di candidare un uomo di apparato?
Cacciari umilia il campo largo: “Mio nipote avrebbe preso più voti... Batosta storica”
Memorabile la sicurezza del deputato dem Roberto Morassut, qualche giorno prima del voto a Venezia: «Caro Andrea Martella sono felice per il successo che coronerà questa tua lunga campagna elettorale». Le ultime parole famose.












