Avanti caparbiamente, seppur con amarezza. A due giorni dal voto delle comunali, Pd e Cinquestelle provano a guardare avanti. La sconfitta a Venezia, diventata il simbolo di questa tornata amministrativa, brucia. Ma guai a gettare il bambino con l'acqua sporca, ripetono dal Nazareno e da Campo Marzio. «Un incidente di percorso - commentano dal Pd - che non deve frenare il progetto» del campo largo. «Si vince e si perde tutti insieme - fanno eco dai Cinquestelle - non si può mettere in discussione un percorso verso le politiche».Resta la delusione, quella sì. E qualche attrito. Il partito di Giuseppe Conte rifiuta la lettura dei flussi, secondo cui metà del suo elettorato in Laguna avrebbe votato per il candidato del centrodestra. Lo sfidante, osservano, era un uomo del Pd, in cui il partito credeva molto, convinto di vincere Venezia e mandare così un segnale nazionale a Giorgia Meloni. Conte, assicurano, lo ha sostenuto lealmente. Anche dal Nazareno sminuiscono i dati, ma con una diversa precisazione: «Non serve guardare i flussi, il problema è il risultato globale dei Cinquestelle». E' Angelo Bonelli a parlare fuori dai denti: «A Venezia, senza voler togliere nulla a Martella, forse abbiamo sbagliato il candidato. Venturini attraverso la sua lista civica, che ha preso oltre il 30% dei voti, è riuscito a parlare coi cittadini». Il leader dei Verdi introduce un tema che esiste, per quanto sullo sfondo: la scelta del miglior candidato deve tenere conto dei "civici", nomi capaci di andare al di là dei partiti unendo davvero lo schieramento, rappresentando così una proposta aggregante. Una formula diventata quasi "magica" nel centrodestra, come dice il segretario lombardo di Forza Italia, Andrea Sorte: "Il risultato di Venezia, città del nord e capoluogo di Regione, ci dice una cosa molto chiara: Quello che Forza Italia propone su Milano da oltre un anno è la ricetta vincente. Un candidato civico, giovane, competente e capace di parlare a un elettorato trasversale può allargare il campo del centrodestra e vincere anche dove la partita sembra impossibile".La sconfitta di Venezia, ragionano nel Pd, non deve offuscare altri risultati né minare la costruzione di un'alleanza. Si tenta di svelenire il clima per evitare che i passi falsi locali compromettano la costruzione del progetto nazionale. "Non è una vittoria del centrosinistra, non è una vittoria del centrodestra - dice il presidente del Pd Stefano Bonaccini commentando i risultati delle urne - è un sostanziale pareggio". Per l'europarlamentare la sfida delle prossime elezioni politiche resta apertissima: "Il prossimo anno il risultato sarà contendibile. Se abbiamo una possibilità di vincere sarà determinata nel non sbagliare le cose da fare, prima di tutto non dividerci".Nicola Fratoianni (Avs) chiede "uno scatto" alla coalizione: basta discutere di leadership e legge elettorale, "la priorità deve essere la proposta politica". Difficile però che accada qualcosa prima di settembre. I Cinquestelle sono alle prese con il lungo e aperto percorso di Nova. La due giorni conclusiva non si farà prima della fine dell'estate, probabilmente a settembre. Il programma della coalizione si vendemmierà in autunno, a sentire Bonelli: "Prima dell'estate lo ritengo improponibile. Qualche incontro c'è stato dopo il referendum. Prima della chiusura estiva del Parlamento va iniziato il percorso, per poi arrivare ad una sorta di chiusura tra settembre e ottobre'',All'orizzonte, per ora, ci sono i ballottaggi. Arezzo, Macerata, Chieti. Solo nell'ultimo il campo largo si presenta in vantaggio. Nell'agenda di Conte ci sono una serie di appuntamenti in Puglia e poi, molto probabilmente, una trasferta abruzzese per sostenere Giovanni Legnini a Chieti. Qualche problema di comunicazione però resta. A marzo l'ex premier aveva proposto una grande manifestazione per la pace: sul calendario il giorno cerchiato era l'8 o il 9 maggio. Ad aprile Schlein ha rilanciato con una piazza comune. Benissimo, hanno pensato dai Cinquestelle, ma poi la segretaria del Pd non ha concretizzato la proposta. Tanto che di quella manifestazione non c'è più traccia.Schermaglie, giurano. Ora ci sono i ballottaggi da vincere, poi si vedrà. Il tempo della vendemmia è lontano. Bonelli intanto sogna una coalizione che abbia il sapore di "un Gewürztraminer" con "quegli aromi e quel profumo che devono sedurre". Per ora, però, resta lo spritz amaro servito a Venezia.
Il campo largo si ricompatta per i ballottaggi, ma il Pd avverte: “Un problema il risultato del M5s”
E Bonelli fa mea culpa: «A Venezia abbiamo sbagliato il candidato»











