Roma, 25 mag. (askanews) – Il dato di Venezia brucia, anche se la linea ufficiale è “non cambia nulla”. Il voto nella laguna delude il ‘campo largo’, proprio perché – come viene fatto notare – questo primo turno di comunali ha riservato anche sorprese positive, dalla riconquista di Pistoia alle vittorie a Mantova, Andria e Prato, dove si veniva da anni complicati. A maggior ragione, però, il risultato di Venezia rovina tutto, perché era la città più importante e perché nelle ultime settimane si era diffusa la convinzione che fosse possibile strapparla alla destra, dopo il secondo mandato difficile di Luigi Brugnaro. Un blitz che avrebbe inferto un colpo duro ad una Giorgia Meloni ancora in affanno dopo la sconfitta al referendum.

“In Veneto, a Venezia, sapevamo che non sarebbe stato facile dopo 11 anni di governo della destra”, commenta la segretaria Pd Elly Schlein. Ma la leader Pd allarga lo sguardo, perché – come dice Igor Taruffi – “c’erano sei milioni al voto in questo primo turno. E i conti si fanno dopo il ballottaggio…”. La Schlein sottolinea “i buoni risultati in Toscana con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Così come risultati positivi li stiamo riscontrando anche in Campania, a partire da Avellino, e in Puglia con la netta riconferma di Andria, su percentuali alte come accade a Mantova”.