Venezia in cartolina per la Schlein come la Trieste di Cadorna… I Graffi di Damato
Di Venezia, il maggiore degli oltre 700 Comuni dove si è votato in un turno amministrativo che aveva fatto sognare alle opposizioni una replica del referendum sulla riforma costituzionale della magistratura perduto dal governo due mesi fa, si potrebbe dire come di Trieste, nella famosa canzone del 1916, mandata in cartolina dal generale Cadorna alla regina.
Neppure nella versione bengalese, diciamo così, patrocinata in persona sul posto dalla segretaria Elly Schlein, accorsa a sostenere la candidatura di Andrea Martella, il Pd è riuscito a conquistare con i suoi alleati la città lagunare. Che è rimasta al centrodestra con la vittoria, al primo turno e 12 punti di distanza, del candidato al quale ha telefonata per complimentarsi la premier Giorgia Meloni. Che è stata promossa “Serenissima” dal Giornale a caratteri quasi di scatola senza bisogno che il sindaco faccia gli scongiuri come imparò a fare a suo tempo Enrico Letta scalzato da Matteo Renzi, a Palazzo Chigi, dopo che il segretario del Pd ancora fresco di elezione al Nazareno lo aveva pubblicamente esortato a “stare sereno”.
Se Venezia è rimasta al centrodestra al Nord, Reggio Calabria è passata al Sud dal centrosinistra. Non parliamo poi della figuraccia, per quanto scontata, del Pd a Salerno, dove è tornato sindaco l’ex governatore campano Vincenzo De Luca pur non avendo potuto disporre delle insegne del partito di cui il figlio è peraltro segretario regionale.











