HomePratoCronacaIl Pd paga lo scotto 8mila voti persi dal 2019. La crisi del partito ha cambiato gli equilibriSul risultato ha inciso anche la bassa affluenza alle urne, ma il principale schieramento ha ottenuto 19.260 voti, mentre 7 anni fa erano 27.400.Sul risultato ha inciso anche la bassa affluenza alle urne, ma il principale schieramento ha ottenuto 19.260 voti, mentre 7 anni fa erano 27.400.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPer capire davvero il voto uscito dalle urne a Prato bisogna fare un passo indietro. Non basta fermarsi al dato, pur netto, della vittoria di Matteo Biffoni. Serve tornare al 2019, quando il sindaco si impose per la seconda volta, al ballottaggio contro Daniele Spada, dentro un quadro politico molto diverso da quello attuale. Allora il Partito Democratico era il perno indiscusso della coalizione, nessuna fazione così contrapposta come quelle che si sono create di recente tra riformisti e l’area più vicina alla segretaria Elly Schlein. I numeri parlano chiaro: su 20 seggi complessivi di maggioranza, ben 14 erano targati Pd. La lista civica Biffoni sindaco si fermava a 4 consiglieri, con capolista Rosanna Sciumbata (oggi alla guida della lista civica Casa Riformista). Un assetto che consegnava ai dem la guida piena, politica e numerica, dell’amministrazione.
Il Pd paga lo scotto 8mila voti persi dal 2019. La crisi del partito ha cambiato gli equilibri
Sul risultato ha inciso anche la bassa affluenza alle urne, ma il principale schieramento ha ottenuto 19.260 voti, mentre 7 anni fa erano 27.400.













