Nelle Marche Pd e M5s hanno perso la decima elezione regionale su 13 in cui hanno corso insieme. Il cartello pubblicato sui canali social da YouTrend fotografa un dato abbastanza impietoso sulla performance dell’alleanza giallorossa negli ultimi sei anni. Si va dalle elezioni in Umbria del 2019 (vittoria del centrodestra con Tesei) alla sfida marchigiana appena conclusa (riconferma di Acquaroli). In mezzo solo tre vittorie, tutte l’anno scorso: la Sardegna e l’Umbria, strappate alla destra, e l’Emilia-Romagna tradizionalmente rossa. Una presidente 5 stelle, Alessandra Todde, una civica, Stefania Proietti, e un esponente Pd come Michele de Pascale. A fine novembre, il grafico di YouTrend sarà verosimilmente aggiornato così: sei elezioni regionali vinte su 18 disputate a braccetto. Con tre presidenti Pd, due del Movimento 5 stelle e una civica. Un quadro da cui emerge con evidenza a chi stia convenendo di più questa linea unitaria. «I 5 stelle portano i voti solo quando hanno il loro candidato», sibila un esponente dell’ala riformista dem. Anche nelle Marche sono mancati circa 15 mila voti M5s rispetto alle Regionali di cinque anni fa, quando il Movimento correva in solitaria. E il 5% ottenuto è quasi la metà di quanto preso l’anno scorso nelle Marche alle Europee. «Ma noi nelle elezioni locali andiamo sempre peggio rispetto alle nazionali”, ricorda un parlamentare 5 stelle. Vero, avviene ovunque da Nord a Sud. Però il problema esiste: «Quando il candidato è del Pd facciamo più fatica a mobilitare i nostri. Ricci non piaceva molto, Giani anche meno”. Tutto sotto garanzia di anonimato, perché in piena campagna elettorale nessuno vuole mettere la faccia su polemiche tra alleati. Ma, del resto, non è una novità che una fetta di elettorato M5s ancora non digerisca l’alleanza con i dem. «Può essere un problema in futuro, anche alle Politiche, pensiamo ai collegi uninominali», sottolinea un navigato senatore Pd. Poi c’è un altro aspetto che infastidisce più d’uno tra i parlamentari: la mancanza di reciprocità sui comizi congiunti. Schlein è sempre pronta a salire sullo stesso palco con Conte, mentre l’ex premier accetta di farlo solo quando gli serve. Come in Calabria, dove il candidato è un esponente 5 stelle come Pasquale Tridico e dove il presidente M5s e la segretaria Pd saranno insieme venerdì sera per il comizio di chiusura a Rossano. Con loro anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, per ricomporre un quadretto che nelle Marche non si è visto a sostegno di Matteo Ricci. Né si era visto in Emilia-Romagna al fianco di un altro dem come de Pascale. L’ultima volta del quartetto era stata davanti all’ospedale di Terni a novembre con la civica Stefania Proietti. Unica eccezione alla regola contiana il comizio per Andrea Orlando a Genova a fine ottobre, che non portò affatto bene per le Regionali liguri. Rischia di finire così anche per Tridico, mentre dovrebbe andare meglio a Roberto Fico in Campania: si accettano scommesse che il prossimo comizio unitario sarà a novembre a Napoli.