Fratelli d'Italia scalza il Pd e diventa primo partito nelle Marche, Forza Italia si rafforza e supera la Lega che, di contro, registra una vera e propria debacle rispetto al 2020. Il campo largo non decolla, con dem e pentastellati che non solo uniti non vincono ma calano nei consensi anche singolarmente. Il voto nelle Marche regala un'istantanea dello stato di salute di partiti e coalizioni in un momento molto delicato della politica, con il fortissimo scontro in atto su Gaza e la Flotilla. Le polemiche feroci e l'eccessiva polarizzazione su questioni non strettamente locali sarebbero alla base, per qualche sondaggista, della scarsa affluenza alle urne (il 50,01%, in calo di quasi 10 punti percentuali). Che avrebbe penalizzato il centrosinistra. Secondo altri osservatori, i marchigiani hanno votato orientandosi più sulle dinamiche del loro territorio che sulle vicende mediorientali. L'esito è un centrodestra che complessivamente tiene, con sbalzi al suo interno, e un campo progressista che ne esce quanto meno malmesso. Tra gli alleati di governo, FdI diventa il primo partito nelle Marche: dal 18,66% delle precedenti regionali arriva al 28% circa, un numero di consensi quasi quattro volte superiori a quelli della Lega. Quando i dati ancora non sono definitivi, i salviniani si fermano intorno al 7%: nel 2020 erano in vetta al 22,38%, alle ultime europee erano già scesi all'8,19% sul territorio. Gli azzurri, invece, fanno registrare un trend crescente superando questa volta l'8% (cinque anni fa erano al 5,89%). A favorire la coalizione di governo, secondo Lorenzo Pregliasco, è stata anche una campagna "più legata alle dinamiche locali, con candidati forti nelle liste che hanno assicurato il voto strutturato".