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Il “campo largo” scricchiola e il Movimento 5 Stelle trema. Ogni tornata elettorale regionale sembra confermare un copione ormai rodato: quando il M5S corre in alleanza con il Partito Democratico, i consensi calano. Non di poco. A lanciare l’allarme, questa volta, è il risultato delle regionali nelle Marche, dove i grillini si sono fermati al 5,1%, perdendo due punti secchi rispetto alla precedente competizione. Non si tratta di un caso isolato. Lo stesso schema si è ripetuto in Liguria, in Umbria, in Sardegna. Anche in quelle regioni dove il M5S aveva presentato candidati “di casa” e un programma frutto della fusione con il centrosinistra. I numeri, però, parlano chiaro: l’alleanza non premia i pentastellati. E, anzi, sembra erodere progressivamente la loro identità politica.
A preoccupare, oggi, non è solo la perdita di voti, ma lo spettro del sorpasso da parte di Alleanza Verdi e Sinistra. “Se ci supera Avs, rischiamo la faccia”, ha confessato al “Corriere della Sera” un dirigente del Movimento, senza troppi giri di parole. Il timore è concreto, perché i sondaggi più recenti danno Avs in crescita costante, attestata tra il 6 e il 6,4% a livello nazionale. Il M5S, invece, oscilla attorno all’11%, ma con un trend in flessione. E se il sorpasso a livello nazionale sembra lontano, in alcune regioni – specie in Toscana o in Puglia – il divario si assottiglia pericolosamente.








