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l «testardamente unitari» di Elly Schlein è il mantra fissato sino al 2027, certo. E però questo campo largo così affannosamente costruito rischia di franare nella zona del Movimento 5 Stelle. I pentastellati si avvicinano al primo dei due appuntamenti per loro più importanti della tornata di queste regionali, quello in cui schierano l’eurodeputato Pasquale Tridico in Calabria. L’altro step cerchiato di rosso è quando si voterà in Campania, con Roberto Fico. Dunque, ora i pentastellati si avvicinano con il fiato corto al giorno del giudizio calabrese, per due motivi. Uno riguarda il contesto specifico.
Tridico è un nome forte della fase contiana del Movimento, mente economica che sostenne, da numero uno dell’Inps, il reddito di cittadinanza. Però partiva con una leadership regionale non accoratamente condivisa da tutta la coalizione. È noto, infatti, che in Calabria AVS avesse ambizioni di piazzare il candidato presidente, e i nomi ventilati erano quelli di Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, odi Flavio Stasi, primo cittadino di Corigliano Rossano. Poco prima di ferragosto uscì un audio di una chat interna al partito, in cui si ventilava addirittura una corsa solitaria. Prima di trovare l’accordo, era stato addirittura il Movimento 5 Stelle a non escludere di andare per conto proprio. Queste dinamiche testimoniano quanto la sintesi sia stata difficoltosa. A questo si aggiungano alcune gaffes «geografiche» di Tridico durante gli appuntamenti di campagna elettorale, e si capisce come un candidato, che già all’ingresso aveva suscitato non troppi entusiasmi al di fuori del proprio partito in coalizione, abbia poche chance con un amministratore radicato sul territorio come il presidente uscente Roberto Occhiuto.









