Centrosinistra.26 maggio 2026 alle 00:22

La doccia fredda. Il voto nei Comuni ha smorzato l'euforia delle forze progressiste innescata dalla vittoria del “No” al referendum sulla giustizia. Due i dati che hanno pesato di più: la sconfitta a Venezia e l'affluenza in calo. Per la segretaria del Pd Elly Schlein, comunque, «nel suo insieme, pur con tutte le specifiche del caso, trattandosi di un voto locale», il risultato «conferma che quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi e lo saremo anche alle prossime elezioni politiche».

Col senatore Pd Andrea Martella, un campo larghissimo che va dai riformisti a Rifondazione era convinto di poter strappare Venezia già dal primo turno al centrodestra. Non è andata così. Anzi, l'assessore uscente Simone Venturini è abbondantemente davanti. E poi, c'era l'aspettativa sull'affluenza: dopo il boom del referendum, una partecipazione ancora in crescita sarebbe stata letta dal centrosinistra in chiave anti-governo. Ma il dato si è attestato attorno al 60%, in calo di 5 punti rispetto alla tornata precedente. Insomma, se i 15 milioni di “No” al quesito sulla giustizia avevano fatto intravedere alle forze progressiste una strada in discesa verso le politiche del 2027, dopo il voto nei Comuni il mantra è stato: “Calma e gesso”. Come vanno dicendo da tempo molti esponenti delle opposizioni: quei voti non vanno considerati già in dispensa, non sono ancora stati trasformati in una “forza propulsiva”.