Doccia fredda su Venezia, persa Reggio Calabria, boom (personale) di De Luca a Salerno: l'effetto referendum non c'è stato. Schlein: "Noi competitivi per le politiche"
La piccola tornata di amministrative 2026 consegna l'indicazione al campo progressista che la strada è ancora lunga da percorrere. Se era atteso un effetto referendum, questo non c'è stato. Sulle principali città al voto, il centrosinistra perde Reggio Calabria e soprattutto una doccia gelida arriva da Venezia. Qui, complici le polemiche tra il caso Venezi e la Biennale, le aspettative di un ribaltone erano alte, con sondaggi promettenti per il centrosinistra. E invece, il dem Andrea Martella è sotto il 40%, mentre lo scrutinio è ancora in corso. Il centrodestra in grande vantaggio, vede vicinissima la vittoria già al primo turno. Poi c'è il caso Salerno con la vittoria tutta personale di Vincenzo De Luca: per la quinta volta sindaco, eletto al primo turno senza il sostegno del Pd e con M5S e Avs in pista con un altro candidato.
Dove vince il centrosinistra
Notizie positive per il centrosinistra arrivano un po' a macchia di leopardo da altri capoluoghi al voto. E' buono il quadro della Toscana dove il campo progressista tiene Prato con il 'gran' ritorno di Matteo Biffoni, sindaco per la terza volta, dopo i guai di Ilaria Buggetti, dimessasi a seguito di una inchiesta. C'è la conquista Pistoia con Giovanni Capecchi che espugna la città al primo turno, mentre sarà ballottaggio ad Arezzo. Tra le note positive anche Chieti con Giovanni Legnini che manca di un soffio la vittoria al primo turno, mentre potrebbe farcela ad incassare subito la vittoria ad Avellino, Nello Pizza. C'è poi Imola con Marco Panieri riconfermato sindaco come ad Andria, Giovanna Bruno. Vince al primo turno anche Andrea Munari a Vicenza e a Enna con Vladimiro Crisafulli.










