I risultati

Aldo Torchiaro

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Dopo mesi di chiacchiere al vento sulla valenza politica del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, hanno parlato le urne. Quelle vere: perché niente come il voto amministrativo dei sindaci restituisce una dimensione piena alla politica. Quel voto tasta il polso al cittadino, ascolta l’umore delle piazze, il vocio degli autobus, dei mercati, degli oratori.

La prossimità che mantiene il sindaco, nelle istituzioni, non ce l’ha nessuno. E ieri ha mostrato come non esista alcun vento a favore del centrosinistra. Ha rimesso a posto le ambizioni smodate di qualcuno, come quelli che s’erano messi a litigare tra Nazareno e Campo Marzo sui ruoli di maggior peso per il Pd nel prossimo governo, su Conte che dovrebbe “accontentarsi” di fare il ministro degli Esteri e sulle caselle prenotate da Avs. Game over, ripartire da zero. Perché l’illusione che il No al referendum avesse rivelato l’inversione di una tendenza nazionale, corroborata da qualche istituto sondaggistico non proprio ostile, adesso si rivela per quel che era. Solo un’illusione. È vero, i numeri adeguatamente interrogati finiscono per dire quello che si vuole, ma qui ci sono nomi e cognomi, con la fascia tricolore, che non parlano certo di un’Italia a sinistra, con tutta la loro originalità. L’Italia che esce dal voto amministrativo è un campo aperto.