Il vento del referendum non soffia sulle elezioni comunali. La vittoria schiacciante dei no alla riforma della giustizia, che era suonata come un campanello d'allarme per la maggioranza di governo, al momento non si sostanzia, come il centrodestra temeva, in risultati tangibili e netti a favore del centrosinistra. Gli analisi su questo sono concordi: l'effetto della consultazione popolare sulle ultime amministrative - che hanno coinvolto circa 750 comuni e quasi 6,3 milioni di elettori - è 'non pervenuto'. Così, in attesa dei ballottaggi che daranno il segno della tornata, a spiccare è il verdetto di Venezia. E non perché la Serenissima abbia cambiato colore, bensì per le grandi speranze che il campo largo aveva di espugnarla. Per il resto, a prevalere è il dato della complessità di tante sfide locali, molto diverse tra loro.

Riflettori puntati anche sull'affluenza definitiva che si attesta nello stivale al 60%, quasi cinque punti percentuali in meno rispetto alla tornata precedente. Ma nel confrontare i numeri puri, c'è un dato di cui tener conto: gran parte delle città considerate andò al voto l'ultima volta nel 2020, in concomitanza con diverse elezioni regionali e con il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, circostanza che potrebbe aver fatto lievitare la partecipazione. Dunque, al netto del calo, i sondaggisti parlano di un flusso di votanti che tiene.