All’indomani dell’esito referendario, si disse che l’opposizione non avrebbe dovuto mettere il cappello sulla vittoria del “no”.

Nei quasi 15 milioni di voti raccolti, la quota di chi aveva espresso un voto “contro” la riforma della giustizia per le più svariate ragioni era rilevante e non si sarebbe tradotta automaticamente in consensi per i partiti della minoranza.

A parole tutti si mostrarono convinti da questo ragionamento.

Nei fatti da allora è scattata una corsa ad intestarsi quei numeri e ad accreditarsi con i “nuovi elettori” protagonisti della prima spallata al governo Meloni.

Errore madornale.