Le divisioni nel centrodestra penalizzano il meloniano, i civici Lanzon, Roi e Ferrari fuori dal Consiglio. Il centrosinistra conquista 19 seggi, 5 scranni all’opposizione. Ottimo risultato per il Pd, FdI al 16,75%.Se nel 2020 il Partito democratico si era ripreso la città, peraltro senza grandi difficoltà, il risultato del 2026 si configura invece come storico. Non solo Marco Panieri è stato confermato sindaco, ma ha scavato tra sè e i rivali un solco clamoroso. Perché se la vittoria del giovane sindaco uscente è uno straordinario risultato del Pd, la cui lista supera col 44,88% il risultato delle Regionali (poco meno del 43%), il 72,55% finale, con ben 21.897 elettori a suo favore, è un vero plebiscito.

Il successo di Panieri ha fatto passare in secondo piano il dato definitivo dell’affluenza, che ha fatto registrare un netto calo rispetto alle Comunali del 2020. Solo il 54,50% degli oltre 56 mila aventi diritto, corrispondente a 30.777 votanti. Un crollo rispetto a sei anni fa (36.983 votanti, il 66%), e anche rispetto all’affluenza fatta registrare per il Referendum sulla riforma della giustizia (69,37%).

Un calo che, però, non ha intaccato il consenso di Panieri che, anzi, ha preso più voti. I settemila votanti in meno rispetto al 2020 sono infatti la metà del numero col quale il riconfermato sindaco ha distanziato Nicolas Vacchi, il principale rivale: ben 16mila voti separano i due, segnale chiaro da parte di una città che ha scelto la persona prima della coalizione. Il dato di ’Imola Corre’, la lista civica che lo sosteneva, spiega bene il successo personale di Panieri: le 6.165 preferenze portano la compagine oltre il 22%, facendone la seconda forza del centrosinistra. Il ’partito di Panieri’, insomma, che nel 2020 prese 2.329 voti (6,78%), ora raddoppia e si prepara a portare 6 consiglieri in piazza Matteotti.