Non solo sindaci eletti o bocciati. Le ultime elezioni comunali aggiornano le quotazioni dei singoli partiti e segnano la crescita di Fratelli d'Italia che, con il 27,6%, stacca di sette punti il Pd di Elly Schlein. L'istantanea è del sondaggio Ipsos Doxa che fotografa le intenzioni voto e gli equilibri tra i partiti, alla luce delle ultime amministrative e, in prospettiva, della sfida clou delle prossime politiche. Un test in cui, a condizioni attuali, è Roberto Vannacci a fare la differenza. Se il suo (quasi) partito, stimato oggi al 4,8% si alleasse con il centrodestra gli darebbe la vittoria.

Compreso il premio di maggioranza che, in base alla legge elettorale in discussione alla Camera, scatta per chi supera il 42%. Senza quel patto, invece, premio e primato andrebbero al campo progressista. Uno scenario che alcuni a destra stoppano come "prematuro" o sminuiscono come "voto di protesta", ma che impensierisce. Le rilevazioni della società guidata da Nando Pagnoncelli risalgono ai giorni immediatamente successivi al voto, più altre interviste realizzate tra il 26 aprile e il 22 maggio. Confermano che l'onda lunga del referendum sulla giustizia non c'è stata (compensata da un lieve calo dell'astensione) e che il centrodestra ha tenuto. Ma al di là dei sindaci eletti, e in attesa di quelli da consacrare ai ballottaggi il prossimo weekend, il sondaggio pesa i singoli partiti e aggiorna gli equilibri interni. A destra, il bilancio è positivo solo per FdI, unico alleato in salita (+1,4%). Con l'8,2%, FI perde lo 0,8% dei consensi. Al terzo posto resta la Lega, stabile al 5,7%. A tallonarla, però, è la creatura di Vannacci: Futuro Nazionale tocca il 4,8% quasi un punto in meno dal Carroccio.