Una foto di Jaber Naggay, 22 anni, è nato a Montecchio da genitori marocchini, ma possiede la cittadinanza italianaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ malato e non ci sono cure possibili. Ma nonostante abbia simulato i reati in Germania, fingendo di essere in contatto con l’Isis, non si esclude che possa davvero commettere attentati. In sintesi è questo il profilo psicologico di Jaber Naggay tracciato nero su bianco in Germania dalle perizie psichiatriche acquisite anche dal tribunale di Reggio.
"L’autismo (definito ’infantile precoce’) rende altamente probabile che la sua capacità di controllo è notevolmente compromessa", scriveva nel 2023 la dottoressa Iris Schick, perito psichiatrico del tribunale di Mosbach. Definendo la sua patologia "permanente e difficile da trattare", aprendo il suo elaborato raccontando un aneddoto a supporto della sua tesi. Ossia che il giovane chiese al responsabile dell’area lavoro del penitenziario di poter cercare su internet un negozio di bricolage, dal quale voleva ordinare un’ascia. Alla richiesta di spiegazioni, Jaber disse di volersi vendicare dell’uccisione da parte dei tedeschi di ‘Abu Talha Al-Almani, acronimo del rapper Denis Cuspert, morto nel gennaio 2018 in Siria dove aveva raggiunto lo Stato Islamico di cui era un propagandista. "Dato che tra quattro mesi sarò rilasciato, comincio subito a pianificare il tutto. Lo faccio per l’Isis".













