A sinistra, militanti dell’Isis in Siria tratti da un filmato di propaganda islamista. A destra Jaber Naggay, 22 anni, italiano di seconda generazione, arrestato a ReggioReggio Emilia, 27 maggio 2026 – Ha conclamati problemi psichici, certificati in Germania e per i quali è stato seguito anche in Italia. Ora lui, Jaber Naggay, 22 anni, è in custodia cautelare in carcere per l’ipotesi di arruolamento con finalità di terrorismo. Dal puro delirio mentale a quello che porta a un’adesione lucida e consapevole al radicalismo islamico c’è un confine che andrà esplorato: nella storia di Naggay, di origine marocchina e con cittadinanza italiana, appaiono aspetti inquietanti e contraddittori.
"Ciao mamma, mi serve il tuo aiuto, sto andando in centro con un coltello”
Prima che fosse arrestato giovedì sera a Reggio Emilia, era stato lui stesso alle 19.33 a dire alla madre, ora in Germania, di allertare le forze dell’ordine: "Ciao mamma, mi serve il tuo aiuto, sto veramente male. Vado a fare una cosa in centro con un coltello, vado a picchiare le persone”. La mamma ha allertato la polizia di Stato: in meno di due ore il giovane è stato fermato, dapprima dalla polizia locale, e poi dalle volanti, trovato senz’armi e accompagnato in questura, dove ha mostrato una chat su Telegram con un interlocutore ancora ignoto ma che non si esclude sia vicino all’Isis. A quanto risulta, in una chat Telegram di inizio maggio un presunto reclutatore dell'Isis ha scritto al 22enne per arruolamento con finalità di terrorismo, chiamandolo ‘Lupo solitario’












