Ora Jaber Naggay si trova nel carcere di Ferrara, dov’è stato trasferito martedì da quello di Reggio. Al 22enne arrestato giovedì scorso in centro ieri ha fatto visita il suo avvocato difensore Maurizio Colotto. Nell’inchiesta seguita dalla Dda di Bologna, il giovane è indagato per l’ipotesi di reato di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale. Risulta avere conclamati problemi psichici certificati già in Germania, dove si trasferì dalla nostra provincia con la famiglia a 11 anni. Per i suoi disturbi era stato curato anche a Reggio: da una decina di giorni era uscito dal percorso terapeutico del Centro di salute mentale di via Petrella, dov’era ricoverato da febbraio, ed era senza fissa dimora. Sul colloquio avuto con lui a Ferrara, per ora Colotto non entra nei dettagli: "Stiamo recuperando i documenti redatti in Germania per poi analizzare la situazione".
Il legale è in contatto coi familiari in Germania, dei quali aveva annunciato a breve l’arrivo in Italia. Da quant’emerso sinora, lui fin da quand’aveva 15 anni appariva affascinato dall’Isis. In Germania ha alternato periodi in un istituto minorile a cure psichiatriche, fino all’espulsione disposta in gennaio perché ritenuto pericoloso dopo alcune condanne per simulazione di reati e disturbo della quiete pubblica. Non nascondeva il suo sostegno per la causa terroristica neppure agli operatori che lo seguivano: nel 2022 annunciò alla polizia di Villingen di voler piazzare una bomba tra due stazioni. A Reggio era stato lui stesso, la sera del 21 maggio, a telefonare alla madre: "Ciao mamma, mi serve il tuo aiuto, sto veramente male. Chiama la polizia, vado a fare una cosa in centro con un coltello, vado a picchiare le persone". Da qui la mobilitazione che ha portato, in meno di due ore, ad arrestarlo.














