Un'auto che falcia la folla nel pieno centro cittadino di Modena. E il pensiero di tutti che corre al terrorismo jihadista. E invece no. Le indagini e le dichiarazioni della Procura indicano che il gesto criminale compiuto da Salim El Koudri, italiano residente a Ravarino, di origine marocchina, 31 anni, è legato a un grave stato di alterazione e confusione mentale del soggetto, già noto per passati problemi psichiatrici. L'attenzione si sposta anche sul tema della salute mentale. Ci si chiede se le persone con disturbi psichiatrici possano diventare un problema di ordine pubblico e di sicurezza, se si possa intercettarle prima che accada l'irreparabile e come. Il rischio è quello di tornare indietro di 100 anni, quando prima di Franco Basaglia e della sua rivoluzione nella cura della malattia mentale, l'unico modo era quello di rinchiudere i malati psichiatrici in manicomio. "Quello che descrive è un pericolo concreto", spiega a Huffpost Fabrizio Starace, docente a Modena e presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep). "Il primo mito da sfatare è quello della pericolosità delle persone con problemi di salute mentale. Questa pericolosità si esprime nei disturbi gravi e, come ci dice la letteratura internazionale, limitatamente alle condizioni di intossicazione da sostanze. Non è quello di cui stiamo parlando. Se dovessimo considerare la popolazione di coloro che commettono reati, avremmo che non più del 5% ha un problema di salute mentale. Cosa vogliamo dire che quel restante 95% sono tutti potenziali matti? Teniamo i due ambiti separati".