Quanto accaduto a Modena non sarebbe stato un attentato con matrice terroristica o da ricondurre al radicalismo. A rassicurare sono stati gli inquirenti, insieme al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Ma resta da capire per quale motivo Salim El Koudri non fosse più seguito per i problemi psichiatrici manifestati in passato. Il 31enne italiano di origini marocchine, infatti, sarebbe stato noto ai servizi di salute mentale, ma dal 2024 gli specialisti ne avrebbero perso le tracce. L’uomo è ora in carcere con le accuse di strage e di lesioni aggravate, quest’ultima per l’accoltellamento a Luca Signorelli, l’uomo che lo ha bloccato e ha permesso il fermo, insieme ad altri cittadini.

El Koudri, che non ha saputo spiegare il suo gesto durante il primo interrogatorio, è nato in Italia, in provincia di Bergamo, da dove si era poi trasferito con la famiglia a Modena. È laureato in economia aziendale, ma è disoccupato e vive con i genitori. Secondo quanto emerso, sarebbe stato segnalato per problemi psichiatrici, in particolare disturbo schizoide della personalità.Di cosa si tratta e come si interviene solitamente, nell’intervista ad Adelia Lucattini, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.