Le indagini: «Non sono cristiano e per questo non mi fate lavorare», scriveva nel 2021. La schizofrenia e il blocco di Meta. Le scene al bar a torso nudo e le descrizioni dei compagni di scuola: una persona «colta», il «secchione», sempre «il primo della classe»
Salim El Koudri, figlio di immigrati marocchini nato a Bergamo, cittadino italiano e laureato, è un soggetto «a cui è stato diagnosticato un disturbo schizoide di personalità». Ovvero la schizofrenia. In una email mandata alla sua università ha scritto contro i «bastardi cristiani», ma poi ha chiesto scusa. Potrebbe aver ritenuto di aver subito discriminazioni ma non ha mai dato segnali di radicalizzazione islamista strutturata. Dalla perquisizioni e da una prima analisi dei telefoni non emergono collegamenti con reti di propaganda terroristiche. A dirlo oggi è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Il Giornale, il quale così manda un segnale anche all’interno del governo sull’attentatore di Modena e sulle polemiche interne al centrodestra.
«Non sono cristiano e per questo non mi fate lavorare», scriveva Salim El Koudri in una mail che risale al 2021. «La tentata strage è l’effetto di una pura emulazione di attacchi terroristici, attraverso cui sfogare la propria rabbia», secondo una fonte vicina alle indagini. «Non emerge una matrice jihadista: nessuno, dopo aver travolto volutamente i passanti, lo ha sentito urlare o esclamare in arabo frasi come Allah o akbar (Dio è grande, ndr) o morte agli infedeli», è la conclusione. El Koudri è stato in cura dal 2022 al 2024 in un centro di salute mentale in provincia di Modena. «Ma poi si è allontanato non rispettando più gli appuntamenti», spiega chi segue il caso. Interrompendo anche l’assunzione dei farmaci prescritti.










