Roma, 27 maggio 2026 – L’Europa è un gigante burocratico che frena la crescita, come hanno sostenuto in coro il presidente di Confindustria, Orsini, e la premier Meloni? L’economista Carlo Cottarelli, nell’intervista a Qn, invita a non confondere i due piani: “Un conto è la burocrazia, un altro sono i vincoli decisi dalla maggioranza dei Paesi europei su temi come l’ambiente, il reporting, gli adempimenti”.

E allora?

“Sono il primo a dire che i vincoli imposti sono eccessivi, perfino irrealistici, perché svantaggiano troppo le imprese europee rispetto a quelle straniere. Non bisogna, però, fare confusione: la questione non è l’Europa in quanto tale ma la maggioranza che ha preso certe decisioni. Se in Italia non ci piace una legge, non ce la prendiamo con il Paese, ma con i partiti politici che l’hanno approvata”.

Non si può ignorare, però, che c’è anche un problema generale di burocrazia.

"Certo, c’è anche questo, e in Italia più che in Europa. Basta ricordare i 57 miliardi di costi per le piccole e medie imprese che derivano dalla burocrazia del nostro Paese. Qui l’Europa non c’entra nulla”.