“Tutta colpa dell’Europa”. Governo e Confindustria vanno a braccetto contro la Commissione, la perfida Bruxelles che nega gli aiuti all’Italia e ingolfa le imprese di regole. “Per dare il via libera al decreto bollette, hanno posto 72 condizioni. È lunare. Fermate la burocrazia europea”, attacca dalla tribuna il presidente degli industriali Emanuele Orsini. E Giorgia Meloni fa eco, quasi con le stesse parole: “L’Europa – dice – non può essere un gigante burocratico, non può sacrificare la competitività, la crescita strategica, sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici. Deve fare meno e meglio, deve occuparsi di quello che gli Stati non possono fare da soli. E non di quello che gli Stati fanno meglio da soli. E chiediamo priorità sensate e velocità nelle decisioni”.

Fortuna che alla Nuvola dell’Eur – dove si tiene l’assemblea degli industriali - la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola manda soltanto un video. “Siamo con voi”, è il senso del messaggio recapitato alle imprese italiane. Non basta a placare gli animi. “La Cina colonizza i nostri mercati, e se l’Unione europea non sosterrà da subito le nostre produzioni, saremo costretti al deserto industriale”, dice il capo degli imprenditori privati. Lo scontento di Meloni è sovrapponibile.