Sui ritmi di produzione militare in Europa «siamo in ritardo, anche a causa della frammentazione industriale che c’è per un malinteso senso di sovranità industriale che sta rallentando questo tipo di processi». Lo ha ammesso l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ospite martedì 26 maggio a “Cinque minuti” su Raiuno.

«Guardiamo l’Ucraina che ha una struttura industriale molto flessibile, molto reattiva e soprattutto estremamente aderente alle necessità operative sul campo», ha spiegato l’ammiraglio Cavo Dragone. «Ingegneri ed esperti di software ucraini sono in prima linea con i soldati», ha aggiunto.

Cavo Dragone: «Usa non si sganciano dalla Nato, distribuzione più equa»

Quanto al ruolo che gli Usa di Trump potrebbero ricoprire nella Nato, Cavo Dragone ha chiarito: «Io non lo chiamerei uno sganciamento, ma una distribuzione più equa, un bilanciamento più equo di cui avevamo bisogno: ci sarà una presa di maggiore responsabilità da parte degli alleati europei, è un’attività già in corso». «È un’esigenza che, per esempio, l’amministrazione americana ha manifestato non soltanto per gli alleati europei ma anche per i partner nell’Indo-Pacifico».

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