Vincenzo Camporini, generale dell’Aeronautica Militare, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, oggi responsabile Sicurezza e Difesa nella Direzione nazionale di Azione, è una delle voci più autorevoli sui temi strategici e militari.
Generale, l’Italia deve davvero aumentare la spesa per la difesa?
«Questo è l’impegno assunto in sede Nato. Un impegno preso non soltanto con gli Stati Uniti, ma con tutti gli alleati. Se l’Europa vuole acquisire una reale capacità di incidere sulle scelte che la riguardano direttamente, deve dotarsi di una capacità militare adeguata. Oggi non ce l’ha. E spesso le risorse che già destiniamo alla difesa non vengono utilizzate nel modo migliore».
Perché?
«Perché abbiamo un’industria della difesa estremamente frammentata. Ogni Paese difende il proprio sistema industriale, produce il proprio carro armato, il proprio equipaggiamento, i propri sistemi. Così si rinuncia alle economie di scala e si finisce per spendere molto di più. Se Europa significa qualcosa, dovrebbe significare anche capacità di progettare e acquisire insieme».






