L’Aia, 27 giu. (askanews) – “Il Comandante Supremo Alleato d’Europa, o SACEUR, ha affermato che le ambizioni del presidente (russo Vladimir) Putin non si fermano all’Ucraina. Quindi cosa stiamo facendo al riguardo? La NATO sta intensificando i suoi sforzi. Gli alleati stanno spendendo di più per la difesa”. Ad affermarlo è un alto ufficiale militare della Nato che replica a chi gli chiede se ci sia un disimpegno americano. “L’America è alla guida di NSATU. L’America in questo momento è alla guida di SHAPE. Questa leadership rimane, a prescindere da tutte le speculazioni che circolano”.

La risposta della fonte evidentemente è no, nessun disimpegno, e il riferimento non è soltanto al Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) e dunque al generale italoamericano Christopher G. Cavoli che ha assunto l’incarico di comandante dello US European Command il primo luglio 2022, di comandante supremo alleato in Europa (SACEUR, titolo detenuto da un generale statunitense fin dalla sua istituzione negli anni ’50) il 4 luglio 2022 e che ha tenuto il 3 aprile a Capitol Hill un’illuminante relazione.

C’è anche chi è a capo della NSATU (Nato Security Assistance and Training for Ukraine) ad avere oltre alle mostrine, le stelle e le strisce: è il generale Curtis Buzzard. La NSATU è responsabile dell’assistenza e dell’addestramento militare della Nato all’Ucraina, e tocca a Buzzard dirigere i membri provenienti da 27 paesi Nato, oltre a chi viene da paesi partner quali Australia e Nuova Zelanda, in collaborazione con i rappresentanti militari ucraini. “La Nato rimane ferma nel suo sostegno all’Ucraina, contribuendo a sostenere il diritto fondamentale del Paese all’autodifesa, mentre si cerca una pace duratura” dice la fonte. “In nessun momento la Nato ha interrotto questo sostegno” aggiunge. “Uno dei modi in cui la Nato, o più specificamente SHAPE, lo fa è attraverso la NSATU, che lavora ogni giorno per coordinare la fornitura di addestramento e assistenza alla sicurezza all’Ucraina e per aiutare a sviluppare la sua futura forza per raggiungere la piena interoperabilità secondo gli standard Nato”.