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Quando a ottobre del 2025 la Ferrari aveva annunciato il progetto di costruzione di un modello interamente elettrico, alcuni analisti avevano espresso qualche perplessità. Diversi segnali nell’industria automobilistica mondiale indicavano già che la transizione verso l’elettrico sarebbe stata più lenta del previsto. E altre grandi aziende come Lamborghini, McLaren e Porsche, nel frattempo, hanno sospeso o posticipato i loro progetti equivalenti sostenendo che la domanda di supercar elettriche sia debole o praticamente inesistente.

Quelle perplessità circolano ancora, anche oggi che la più famosa azienda di auto sportive di lusso al mondo ha presentato a Roma la sua prima macchina elettrica: la Ferrari Luce. A parte i dubbi sulle scelte estetiche, abbastanza frequenti con tutti i nuovi modelli, il più grande riguarda l’apparente incompatibilità tra la tecnologia elettrica e un’azienda che sulla potenza, sull’affidabilità e sul suono dei propri motori termici “tradizionali”, a combustione interna, ha costruito una reputazione senza eguali nella storia.

«Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo», ha commentato Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari tra il 1991 e il 2014. E ha aggiunto: «Spero che almeno si tolga il cavallino da quella macchina». Subito dopo la presentazione del nuovo modello, la quotazione del titolo Ferrari in borsa ha perso otto punti percentuali.