L'arrivo della prima Ferrari elettrica segna un passaggio cruciale per il settore, ancora incerto su una questione fondamentale: chi vuole una supercar è disposto a rinunciare all'esperienza del motore termico?
Ferrari Luce
E, finalmente, Luce fu. Dopo anni di speculazioni e teaser, è arrivata la Ferrari elettrica. Un passaggio topico che – volenti o nolenti – potrebbe rappresentare il test più affidabile per comprendere se il cliente-tipo del segmento supercar sia davvero pronto a sostituire il rombo della benzina con il silenzio degli elettroni, il crescendo dei motori termici sportivi con la coppia istantanea, la meccanica tradizionale con quella gestita dagli algoritmi. Negli ultimi cinque anni il settore è passato dall’euforia tecnologica a drastiche revisioni strategiche. Le supercar e hypercar elettriche hanno quasi ridefinito i limiti della velocità, spingendosi oltre ogni aspettativa. Ma la velocità, da sola, non basta a renderle davvero desiderabili.
La marcia indietro di LamborghiniUno dei casi più emblematici è quello di Lamborghini. Nel 2023 il concept Lanzador, lanciato durante la Monterey Car Week, sembrava destinato a inaugurare la nuova era a emissioni zero di Sant’Agata Bolognese: design distintivo, quasi 1.400 cavalli, debutto previsto tra il 2028 e il 2029. Oggi il progetto è stato cancellato, per un motivo molto semplice: i clienti Lamborghini non vogliono rinunciare all’esperienza sensoriale del motore termico. Lo ha dichiarato il Ceo Stephan Winkelmann, che ha anche parlato di interesse «vicino allo zero» per una Lamborghini elettrica da parte degli acquirenti, anche potenziali.














