Emergono nuovi dubbi sul restauro della storica Tettoia Liberty dell’ex Caserma Massa. Al centro della polemica c’è il milione di euro delle compensazioni ambientali riconosciute da Snam per il gasdotto Tap, che il Comune di Lecce ha deciso di destinare al recupero della struttura, sostenendo che gli interventi richiesti oggi siano diversi e più onerosi rispetto a quelli originariamente previsti nel project financing del parcheggio. Una tesi che però non convince l’opposizione e in particolare il presidente della commissione Controllo XI, Antonio Rotundo, che ieri mattina ha convocato in commissione il sindaco Adriana Poli Bortone e il dirigente Giovanni Puce (che non si sono presentati) per ottenere chiarimenti sugli atti approvati dalla giunta.
La questione ruota attorno alla convenzione stipulata nel 2010 con il concessionario del project financing, la società riconducibile all’impresa De Nuzzo. Secondo Rotundo, il testo dell’accordo sarebbe molto chiaro e attribuirebbe già al gestore l’obbligo del recupero della tettoia. Il consigliere Pd ha letto l’articolo 4 della convenzione, sottolineando che «restauro, completamento e finitura sono a carico del privato».
Una formulazione che, per la minoranza, renderebbe contraddittoria la prima delibera approvata dalla giunta, nella quale si sostiene invece che il restauro non rientrerebbe tra le opere previste dalla concessione.












