Il Tar di Lecce si allinea con la Regione Puglia sulla revoca dei 3,9 milioni di euro inglobati nel Pia Turismo ed erogati alla società Barone di Mare. La vicenda è nota: coinvolge l’omonimo resort da realizzare sulla litoranea che da Torre dell’Orso arriva a Otranto. La società della famiglia Mazzotta aveva presentato vari ricorsi ma i giudici amministrativi hanno ritenuto “adeguata” la decisione degli uffici di viale Capruzzi giustificando anche l’ingiunzione di pagamento notificata nell’estate 2025. Nelle 22 pagine della sentenza del Tar il ricorso viene bollato come “sicuramente infondato nel merito il ricorso della società”, sottolineando che Barone Di Mare era stata sottoposta a interdittiva antimafia, nel frattempo trasformata in controllo giudiziario.

“L’informazione antimafia interdittiva - viene riportato in un ulteriore passaggio della sentenza - determina la decadenza dei benefici già erogati e l’obbligo di recupero degli importi corrisposti, e ciò in quanto le agevolazioni de quibus, sono erogabili solo se il beneficiario è in regola con la normativa”.

Il troncone davanti ai giudizi amministrativi è stato incardinato sulla scorta dell’inchiesta penale che ha consentito di fare luce su un presunto giro di fatture false e truffe ai danni della Regione relativamente alla ristrutturazione del resort da 4 stelle a 4 stelle resort.