25 Maggio 2026 – Lettura: 4 minuti

Mentre l’allenatore livornese sprofonda con la sua filosofia obsoleta del “corto muso”, su La Gazzetta una pagina promozionale sul wrestling infierisce involontariamente. Fotografia spietata di un tecnico ormai superato.

Secondo i suoi detrattori più incalliti è più bravo ad allenare i giornalisti che i giocatori. Nel senso che Massimiliano Allegri, reduce da un cocente fallimento alla guida del Milan, è forse il tecnico della Serie A che più gode di buona stampa. Difficilmente finisce sul banco degli imputati, spesso viene assolto anche di fronte a risultati modesti. Che farebbero rotolare la testa di qualsiasi altro collega meno protetto. Insomma, una narrazione benevola, alimentata in particolar modo da una nutrita e agguerrita schiera di opinionisti che popolano le tivù e i salotti in cui si litiga sul pallone difendendo la posizione del 58enne livornese con un trasporto che tradisce amichettismo. Questa volta però, almeno involontariamente, anche la carta stampata ha teso un imprevedibile agguato a Max. E per di più su La Gazzetta dello Sport, il quotidiano più letto d’Italia e di certo nella lista di quelli indulgenti con Allegri.

“Meglio di una vittoria di corto muso c’è solo un colpo sul muso”