Padre tempo, questa volta, ha dato ragione a Lele Adani. Il Milan è clamorosamente fuori dalla Champions League e l’ex calciatore durante l’ultima puntata della Domenica Sportiva sulla Rai ha lanciato la sua lunga invettiva contro Max Allegri, di cui è il più grande detrattore. Un discorso lungo, che ha toccato più punti: dalle responsabilità che vengono scaricate solo sulla società ai milioni spesi sul mercato, dalla mancanza di gioco alle dichiarazioni del passato. La tesi di Adani è chiara e non stupisce: Allegri resta a suo parere il principale colpevole del fallimento rossonero e il club dovrebbe ripartire da un nuovo allenatore, con una proposta tattica più aderente alla storia del Milan.

Le colpe della società e il mercato

Il discorso di Adani parte dalla durissima contestazione che c’è stata a San Siro, con i fischi che hanno preso di mira soprattutto la società. “I tifosi sono quelli che soffrono di più. Sono quelli che quella maglia ce l’hanno addosso davvero, sulla pelle. Però perdonatemi: la proprietà Cardinale ha messo 500 milioni in tre anni. Cinquecento milioni. Va in campo Cardinale? Va in campo Ibrahimovic? Va in campo Moncada? Va in campo Furlani? Prima sono stati criticati Fonseca e Conceiçao, poi sono stati mandati via perché doveva arrivare il salvatore della patria. Senza coppe, senza un’altra partita a settimana, giocando solo la domenica. Doveva allenare e basta“. Adani sottolinea inoltre come Allegri abbia avuto una rosa rinforzata: “Ha speso 160 milioni per prendere giocatori importanti (Modric, Rabiot), nazionali, investimenti pesanti. Allegri dice che non ha colpe. Sento ex giocatori dire che non ha colpe Tare. E allora chi ce le ha? Chi li ha scelti quei giocatori?”.