Lo scivolamento verso la cultura della guerra consiste nel fatto che il conflitto non appare più come extrema ratio, ma come possibilità normale, razionale e praticabile. Che tecnologia, IA e piattaforme digitali possono rendere persino più rapido, impersonale e apparentemente controllabile. Così l’avversario viene disumanizzato, ridotto a dato, bersaglio o nemico da eliminare. Il commento di Leonardo Becchetti

Magnifica Humanitas è un’enciclica che parla del ruolo e dei rischi delle piattaforme digitali e dell’Intelligenza Artificiale, prende una posizione molto chiara contro lo scivolamento verso la cultura della guerra e diventa l’occasione per dire cosa è veramente umano. Quanti ai rischi dell’AI si sottolinea il rischio di obsolescenza dell’umano (indebolimento del giudizio personale, creatività e pensiero critico). L’AI inoltre consuma grandi quantità di energia e risorse, può dequalificare il lavoro e aumentare disoccupazione e disuguaglianze, può favorire controllo sociale, manipolazione democratica e persino rendere la guerra più impersonale e praticabile attraverso sistemi militari automatizzati.

Il testo va molto in profondità anche sui difetti delle piattaforme digitali, “progettate per catturare il tempo e lo sguardo degli utenti, sfruttandone le fragilità e indebolendo la libertà interiore” che “premiano lo scontro possono amplificare polarizzazione e risentimento, accelerare la propaganda e rendere più difficile un discernimento comune. Così la guerra viene non solo combattuta, ma anche preparata culturalmente attraverso narrazioni semplificanti, logiche amico-nemico, disinformazione e paura.” La risposta da dare secondo Leone XIV è personale e istituzionale. Sul piano personale si parla di “igiene dell’attenzione” (non farsi travolgere dallo scroll perpetuo dei contenuti ma fermarsi a discernere), cura delle relazioni tra umani in presenza, alleanza educativa in un quadro più generale di “ecologia della comunicazione”.