Occorre investire nel suo sviluppo e governarne le applicazioni con attenzione, considerando le limitazioni alla luce di tutti i rischi e benefici, sempre in un’ottica di loro adattamento all’evoluzione tecnologica. E tra i rischi va considerato, tra l’altro, quello che la moltitudine di esseri umani faccia troppo affidamento sulle risposte dell’algoritmo, disimparando le conoscenze ancora fondamentali del passato e finendo col divenire dipendente da questa tecnologia

Il dibattito sulle conseguenze dell’adozione della tecnologia dell’Intelligenza Artificiale (IA) è da tempo molto vivo, particolarmente in Europa, e si è arricchito da ultimo dei moniti contenuti nell’enciclica papale “Magnifica Humanitas”, nonché dei numerosi commenti che ne sono seguiti. L’enciclica non affronta soltanto il tema della nuova tecnologia per sé, ma lo guarda tra l’altro nell’incrocio con il funzionamento del sistema economico, il lavoro e la guerra. Al centro dell’attenzione pone la difesa della dignità dell’essere umano e i valori etici che dovrebbero governare la società e l’economia, richiamandosi ai rischi a cui sono esposti per effetto dell’uso senza freni dell’IA nel sistema produttivo e in altri ambiti cruciali per l’umanità. Data questa impostazione, è inevitabile che l’impressione prevalente nei destinatari sia di un atteggiamento se non proprio negativo almeno circospetto e di allarme verso l’applicazione incontrollata di questo strumento. L’impressione è temperata dall’inquadramento del tema nel contesto della “dottrina sociale” della Chiesa, che è stata propugnata da oltre un secolo e di cui si richiamano i capisaldi.