Per il docente di etica alla Pontificia Università Gregoriana ed esperto di innovazione ed etica delle tecnologie, il Pontefice “sta riconoscendo che la questione computazionale è una questione morale di prima grandezza, che tocca la struttura della libertà, della verità e della dignità delle persone.” Le ripercussioni sul mondo cattolico e il paragone con Leone XIII
“Disarmare” l’intelligenza artificiale e sottrarla alle logiche del profitto e dell’efficienza. Nell’enciclica Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV sottolinea come l’umanità “non deve essere sostituita né superata”. Il documento era atteso da tempo. Non solo perché è la prima enciclica di Prevost, ma anche per il valore che assume. Il Pontefice mette al centro l’uomo e mette in guardia sull’utilizzo irrazionale della tecnologia. La Chiesa deve far fronte a “un’altra rivoluzione industriale”, il che vuol dire “nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e dell’amore. Dobbiamo educarci a considerare il mondo digitale come un nuovo continente da evangelizzare, che richiede missionari generosi e maturi nella fede”. Vicino a lui, anche il co-fondatore di Anthropic, startup che fa della moralità la sua stella polare. Un messaggio chiaro che Prevost manda al mondo. Padre Paolo Benanti, docente di Etica alla Pontificia Università Gregoriana ed esperto di innovazione ed etica delle tecnologie, ne parla con Formiche.net.










