La guerra non è più il tabù che conoscevamo e l’intelligenza artificiale rischia di renderla ancora più semplice da accettare, gestire e perfino automatizzare. Nella sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, il Papa lega la crisi del multilateralismo, la crescita dell’industria bellica, la propaganda digitale e lo sviluppo dei sistemi d’arma autonomi in un unico appello: fissare dei limiti politici ed etici, prima che la tecnologia finisca per dissolverli

Nella sua prima enciclica, Papa Leone XIV ha dedicato diversi passaggi ai temi della guerra e della sua ormai inevitabile evoluzione connessa al progredire dell’intelligenza artificiale. Partendo dai mutamenti in corso sullo scacchiere internazionale e dallo scollamento con le esperienze storiche del secolo scorso, il testo entra nel merito dei meccanismi economici, tecnologici e mediatici che rendono oggi il conflitto armato sempre più “accettabile”, arrivando a formulare criteri precisi su cosa non si possa delegare a una macchina. Ne emerge un appello alla riflessione, alla responsabilità e alla cooperazione, di fronte a una rivoluzione tecnologica, quella dell’IA, che probabilmente è ancora lontana dall’essere pienamente compresa e i cui risvolti rischiano di rivelarsi disastrosi se non adeguatamente governati.