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Valentina Lanzilli

Una settimana fa l’attentato di El Koudri, la paura e i feriti. Il sindaco:«Alla città servirà tempo per rielaborare. Il disagio psichico? C'è chi non vuole intervenire per poi lucrare su questi drammi»

Gli occhi lucidi, la voce spezzata dall’emozione. Succede domenica scorsa, all’indomani dell'attentato, subito dopo la manifestazione che ha raccolto in piazza Grande quasi cinquemila persone. «Sono stati due giorni molto difficili», aveva detto il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, poco dopo essere sceso dal palco. «Sono arrivato sul posto pochi attimi dopo, ci sono cose e momenti che nella vita non vorresti mai vivere, e invece è successo, nella mia città». È passata una settimana da quel momento. Una settimana che la città ricorderà e che forse ha cambiato il suo volto per sempre.

È stata una settimana difficile. La prima domanda è a Massimo Mezzetti, le altre saranno al sindaco di Modena. Come ha elaborato questa tragedia e cosa si porta dentro a sette giorni di distanza?«È una tragedia che non ho ancora elaborato, servirà molto tempo. È stato un evento enorme, gravissimo. Il carico emotivo è stato ed è immenso, in questi giorni ho sentito la responsabilità di mettermi sulle spalle una comunità e cercare di farla ragionare con lucidità, provando a tirarla fuori dal tunnel della paura e accompagnandola sulla strada della coesione. Non è facile, ma anche questa volta Modena ha saputo rispondere bene».