HomeModenaCronacaModena, il giorno del dolore: “La città ha saputo reagire”. L’avvocato di El Koudri risponde alle minacce: “Non mi pagano gli islamisti”Manifestazione antifascista contro il presidio della destra, nessun disordine in piazza. Il sindaco depone una rosa bianca nel punto in cui una donna ha perso le gambeA sinistra, il presidio della destra ’Modena non tace’. A destra, il corteo antifascistaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciModena, 23 maggio 2026 – Una rosa bianca nel punto simbolo del dramma: la vetrina dove è rimasta schiacciata la turista tedesca che ha perso le gambe. Il sindaco Massimo Mezzetti ha voluto rendere omaggio in questo modo alla città, a una settimana esatta – alle 16.53 – da quel folle sabato pomeriggio, quando Salim El Koudri ha falciato 14 passanti in pieno centro, ferendone otto. “Modena – ha detto il sindaco – non dimenticherà mai e reagisce perché è una città coraggiosa come chi, sabato scorso, ha bloccato l’autore criminale di quella tentata strage”. Tra di loro Luca Signorelli e Hossain Iqbal, che il primo cittadino ha incontrato casualmente proprio oggi in via Emilia.
I due presidi
La giornata ha vissuto una vigilia di apprensione. In città erano previsti due presidi: uno in largo Garibaldi, a pochi metri dal punto dove la Citroen C3 ha iniziato la sua corsa criminale, organizzato a titolo personale dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Negrini, e al quale hanno partecipato Aretè, associazioni vicina a Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, e Fratelli d’Italia, ma senza bandiere e sigle di partito, solo tricolori. Si sono ritrovati davanti allo striscione ’Modena non tace’: nessun intervento verbale. Dopo le 16 sono risuonate le sirene delle ambulanze come atto commemorativo a evocare il dramma. È seguito un applauso lungo un minuto della folla commossa. La manifestazione ha fatto tra l’altro litigare il centrodestra. Lega e Forza Italia si sono tirate fuori (“non è questa la giusta risposta da dare a chi vuole farci cambiare il nostro modo di vivere e vuole imporre un’atmosfera di paura”), sebbene a titolo personale qualche loro esponente abbia aderito.














