Concedersi un momento di relax a metà giornata è uno dei piccoli lussi della vita. Eppure, se quel bisogno di chiudere gli occhi diventa una necessità quotidiana e costante, potrebbe non trattarsi di semplice stanchezza. Un recente studio sul sonno condotto dagli scienziati del Mass General Brigham di Boston ha acceso i riflettori sulle abitudini notturne e diurne di un campione di adulti, scoprendo che la frequenza e, soprattutto, il momento della giornata in cui ci si assopisce fanno un’enorme differenza per la salute cardiovascolare e cerebrale.

Sonno, i pisolini mattutini possono essere un campanello d’allarme

I dati emersi parlano chiaro: un aumento delle ore di sonno diurne e la tendenza a fare pisolini durante le ore mattutine sono risultati correlati a un rischio più elevato di problematiche cardiovascolari.

La dottoressa Chenlu Gao, coordinatrice dello studio, ha però invitato alla calma parlando ai media statunitensi: «È importante sottolineare che si tratta di una correlazione, non di un rapporto di causa-effetto». In altre parole: non è il sonnellino in sé a fare male, ma il fatto di cercarlo continuamente potrebbe essere il campanello d’allarme di un disturbo sottostante (come l’apnea notturna o l’insonnia) o di una notte trascorsa a girarsi e rigirarsi nel letto.