Un nuovo studio pubblicato su PNAS ha osservato cosa succede all’attività cerebrale dopo una notte intera senza dormire. I ricercatori si sono concentrati su un tipo di attività molto lenta del cervello, chiamata attività globale “infraslow”, che oscilla meno di una volta ogni dieci secondi. Negli ultimi anni questa attività è stata collegata al sistema glinfatico, il sistema che durante il sonno aiuta il cervello a eliminare scorie metaboliche come proteine potenzialmente tossiche.
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Il test: una notte senza sonno
Nel lavoro, i partecipanti sono stati sottoposti a una notte di privazione totale di sonno in laboratorio e poi studiati con risonanza magnetica funzionale. Il risultato è stato sorprendente: dopo una notte senza dormire, l’ampiezza di questa attività cerebrale lenta aumentava e diventava più strettamente associata al flusso del liquido cerebrospinale, cioè il liquido che contribuisce a “lavare” il cervello.
L’interpretazione proposta dagli autori è che il cervello provi ad attivare un meccanismo compensatorio. In altre parole, quando il sonno manca, il sistema tenta comunque di favorire lo smaltimento delle scorie metaboliche aumentando la sincronizzazione tra attività cerebrale e flusso dei liquidi cerebrali.






