E’ notte, tempo di pulizie. Il sonno diventa più profondo. Le onde cerebrali rallentano. Il consumo di energie dell’organismo si riduce al minimo. In quella che è forse la fase più riposante per tutto il corpo, il servizio di rimozione scorie del cervello inizia a rimboccarsi le maniche.

Attraverso minuscoli canali scoperti di recente, visibili solo con esami sofisticati come ad esempio la risonanza magnetica, le scorie prodotte durante la giornata dal metabolismo imponente del cervello – è l’organo del nostro corpo che consuma di più – finiscono in un liquido chiaro che permea e protegge i neuroni, il fluido cerebrospinale.

Liberarsi dalle tossine

Aiutato dalle pulsazioni delle arterie, il liquido carico dei prodotti di scarto defluisce dal cervello e viene smaltito dall’organismo. Questo processo, hanno osservato i neuroscienziati del Center for Brain Science di Riken, in Giappone, si attiva nella fase di sonno profondo, quella in cui lo stato di riposo è massimo, prima che si inneschino i vivaci meccanismi del sogno.

Analizzare il sonno profondo con la risonanza magnetica non è operazione semplice, vista la rumorosità dell’apparecchio. Gli scienziati giapponesi hanno risolto il problema attivando la macchina ogni tre secondi, anziché in modo continuo.