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Il neurologo Barbanti: "Dormire di più è la cura contro stress e iper connessione"

C'è chi insegue il tempo perduto, e chi, almeno una notte all'anno, lo ritrova dormendo. Stanotte tornerà l'ora solare, regalandoci sessanta preziosi minuti di riposo in più. Al di là di ogni luogo comune e della più banale conversazione da bar, si tratta - a livello sanitario - di un dono piccolo ma potentissimo per il nostro cervello, costantemente in debito di sonno. "Un'ora sola ti vorrei - spiega Piero Barbanti, neurologo e Direttore Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e docente di Neurologia clinica all'Università San Raffaele - non è soltanto la celebre canzone resa immortale da Ornella Vanoni e Fausto Leali negli anni Sessanta, è anche la richiesta del nostro cervello, costantemente in debito di sonno".

Del resto proprio importanti studi scientifici dimostrano che il lunedì successivo al ritorno dell'ora solare è quello con il numero più basso di infarti cardiaci in tutto l'anno. "Proprio così - precisa il neurologo - basta una sola ora di relax in più per far crollare il cortisolo, riducendo le malattie stress-correlate, come l'infarto. Il nostro deficit cronico di sonno non consente al cervello di ricaricarsi, di ripulirsi tramite il flusso glinfatico notturno e di spegnere completamente il sistema di allerta, il cosiddetto sistema simpatico".