Perché dormiamo per 25 anni o più, in una vita media? Perché restiamo addormentati, in una fase mentale vaga ed eterea rispetto alla vita diurna, e più o meno consapevoli e felici di esserlo, per un terzo dell'esistenza? Il sonno è un processo complesso e potente. È presente in tutti gli animali. Dormono i moscerini e gli elefanti, le farfalle e le giraffe. Dormono i delfini, con mezzo cervello alla volta, per risalire in superficie e respirare. Perfino le piante hanno un primitivo ritmo circadiano sonno-veglia, sincronizzato dall'alternanza luce-buio.

Un terzo di vita trascorso nel sonno deve avere finalità essenziali, poco apprezzate nella loro necessità. Ancor più oggi, in cui si dorme sempre meno: dalle 10 ore medie del passato, soprattutto d'inverno, quando non c'era la luce artificiale, alle 7 o meno attuali. Con un crescente deficit di sonno e conti pesanti in salute. Quanti incidenti stradali sono dovuti a sonnolenza diurna, con critica riduzione dell'attenzione alla guida, fino a tragici colpi di sonno? In USA si calcola siano circa 100.000 incidenti l'anno. E quanto della pandemia di deterioramento cognitivo, fino all'Alzheimer, è dovuta anche all'accelerata distruzione neuronale per deficit cronico di sonno?